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Pagina per le poesie, edite e non
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Una poesia di
VITO RIVIELLO
(Roma)
(da: "Assurdo e Familiare" -
1997)
Piano del Conte
L'ira del conte nella sua contea
fu iracondia, minacciò i suoi
vassalli di pietra sui cavalli:
"Vous...vous...vous-vous...alché
uno di essi esclamò: "Moi seulement,
messieurs, moi m'appelle Vuvut."
Ma il conte irato replicò: "Io,
non sono monsieur Nunut."
Sono il vanto della vantea
sono il conte della contea
con-te, con te Lilì Marlèn, no?
O con chi se non con me?"
Risposero i vassalli: Con Nous
che voi chiamate Vous, alors Marlèn,
Nous comme Vous mais Nous, nouvelles,
nuances, nouages...bon...di noi
non fate strages d'anges sopra
i nostri visages, vous pouvez,
si vous voulez si vous plait
donner un peu d'argent della contea,
pardon, della nostrea, che noi, nous
da mane a sera lavoriam pour vous.
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Una poesia di
GIANNA
SARRA (Frascati)
(da: "Mostro celeste" - 1994)
farà più fatica una farfalla
- con quelle alucce di carta
zuccherata, d'un passero
a volare?
il suo corpo è più
leggero
e pure sembra sbandare, un bando-
-lèro
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Una poesia di
CLAUDIO COMANDINI
(Frascati)
(da: "Un
giorno lungo un sogno" - 2001)
MARE DEL NORD
Ansante sordida metallica distesa
Sponda compatta erompi di spuma
Carezzata dei gabbiani le strida
Le teste sotto la sabbia sepolte
Schiacciata dalle nuvole qui nate
Freddo abisso del nord
Sulla superficie olio
Melma nel profondo
Veliero abbandonato alla tramontana
Che porta l'eco di campane fiamminghe
Nei morti capelli d'un'alga marina
Mare del Nord
Nella chiara luce del vuoto accogli
Carcasse rami spezzati detriti
A queste bianche e secche piagge tratti
Dal fiottolo lucente attraversando
Vasto l'orizzonte che cupo cerchia
il golfo
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Una poesia di
Enrico
Pietrangeli (Roma)
(da: "Di
amore, di morte" - 2000)
VARIAZIONI SU GIOVANNI
I°
In principio fu il nulla:
il perfetto infinito onnisciente,
dappoi ebbe a manifestarsi
di perfetto dolce suono
per discendere nel cuore,
sul perfetto, primo elemento.
II°
Verbo fatto ingrata carne:
sangue che discese tenebre
sopra cui nitida risplende
pioggia di negata luce.
III°
Fiducia è la chiave,
amore l’eterna stanza
per i natali in catene
di vil camera oscura
cui assoluto risplende
impresso al negativo.
IV°
E’ l’era dei mercanti
che infestano ogni tempio.
Più non risplenda altr’oro
se non il padre nostro
primogenito sperma solare.
Dell’eterno tempio del cuore
incombe su di noi sacerdozio
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Le poesie riportate su questa pagina sono state pubblicate dietro
il consenso degli autori.
Ci sono sei poesie per autore, che appaiono in ordine casuale con ogni rinnovo
della pagina.
Di Vito Riviello riportiamo per ora solo la poesia alla quale si è ispirato il
nome de "La Nostrea".
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