"L'augure, a capo coperto e reggendo con la destra un
bastone ricurvo e privo di nodi il cui nome era lituus, prese posto alla
sua sinistra. Quindi, dopo aver abbracciato con uno sguardo la città e le
campagne intorno, invocò gli dèi e divise la volta del cielo, da oriente a
occidente, con una linea ideale, specificando che le regioni a destra erano
quelle meridionali e quelle di sinistra le settentrionali. Poi fissò
mentalmente, nella parte di fronte a sé, un
punto di riferimento il più lontano a cui potesse giungere con lo sguardo*.
Quindi, fatto passare il lituus nella mano sinistra e piazzata la destra
sulla testa di Numa, rivolse questa preghiera: «O Giove padre, se è volontà
del cielo che Numa Pompilio, qui presente e del quale io sto toccando la testa,
sia re di Roma, dacci qualche segno manifesto entro i limiti che io ho or ora
tracciato.» Poi specificò gli auspici che voleva venissero inviati. E quando
questi apparvero, Numa fu dichiarato re e poté scendere dalla collina augurale."
(da Tito Livio, Storia di Roma, libro 1)
* Questo
punto potrebbe essere stato il Monte Albano (l'attuale Monte Cavo) che si trova
- ad una distanza di 25 km - perfettamente allineato con l'Auguracula dell'Arx Capitolino a Roma (Coarelli
F. - 1983 - Il Foro Romano. Periodo Arcaico. Ed. Quasar, Roma, pp. 97-106).
Il Monte Albano, punto dominante dei Colli Albani, era il
centro religioso dei popoli latini ed in antichità luogo di celebrazione delle Feriae
Latinae.