Il Porto di Traiano

Moneta

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Le visite guidate al Porto di  Traiano a Fiumicino (comprensiva anche del Porto di Claudio, RM, Via Portuense, cancello d'ingresso sotto la cavalcavia di Via dell'Aeroporto di Fiumicino) si svolgono ogni primo sabato ed ultima domenica del mese; il raduno è alle ore 9.30 dal Museo delle Navi. Ingresso gratuito.
Per visite in altri giorni telefonare per appuntamento al Museo delle Navi, tel. 06-6529192/65010089.

Il Museo delle Navi Romane di Fiumicino.
Via Alessandro Guidoni, 35
00054 Fiumicino-Aeroporto
Tel. 06-6529192/65010089 Fax 06-5651500
IL MUSEO DELLE NAVI E’ CHIUSO AL PUBBLICO PER LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE.
Restano confermate le visite al Porto di Claudio ed all'area archeologica del Porto di Traiano.

Per informazioni: http://www.itnw.roma.it/ostia/scavi/

 

Edificio

Il Porto di Traiano fu costruito, a partire dalla fine del I secolo d. C., per creare un nuovo bacino portuale di servizio per Roma. La costruzione del porto fu iniziata dall’imperatore Traiano, e completata nell’anno 112 o 113. A ridosso delle strutture portuali si è sviluppato il centro abitato di Porto, grande quanto la vicina città di Ostia. La struttura portuale comprendeva un bacino esagonale, un canale d’accesso al mare con moli e faro, una darsena ed un canale di collegamento con la "Fossa Traiana", il tutto circondato da edifici di servizio a notevoli dimensioni.

La struttura più nota è il bacino esagonale (vedi la raffigurazione sulla moneta di epoca romana). La misura diagonale è di m. 716 e la profondità di almeno 5 metri. L’esagono consentiva l’ormeggio di oltre 200 navigli romani. Considerando anche le banchine degli spazi d’acqua annessi e del Fosso di Traiano, la capacità totale delle strutture portuali è stimabile sui 350-400 navigli. Il porto sfrutta un'area portuale precedentemente esistente, ma ormai in fase di degrado naturale e comunque di dimensioni diventate insufficienti. La costruzione della prima struttura portuale fu iniziata da Claudio nell’anno 42 d. C., e poi completata da Nerone nel 64. Le due strutture portuali furono scavate in parte nei terreni sabbiosi della fascia costiera.

Nell’arco dei secoli, in concomitanza con l’accrescimento della linea di costa, i bacini portuali subirono un insabbiamento naturale. Un affresco del 1582, presente nei Musei Vaticani, mostra quel che sembra una reale veduta a "volo d’uccello", in cui si nota il bacino di Claudio ormai prosciugato, mentre nell’esagono di Traiano, nella darsena e nei canali d’accesso è ancora presente un evidente specchio d’acqua. In una carta del 1880 si può notare ancora l’esagono, ormai degradato, e circondato da vari canali di bonifica. Negli anni ‘30 di questo secolo, l’area è stata soggetta a forti modifiche al fine di creare una riserva d’acqua per uso irriguo.

Attualmente, l’area del Porto di Traiano è in fase di ripristino, allo scopo di creare a breve termine un Parco Archeologico aperto al pubblico. I resti del Porto di Claudio sono parzialmente visibili nella vicinanza dell’aeroporto di Fiumicino. Nel limitrofo Museo delle Navi sono conservate alcune navi romane affondate nelle vicinanze del Porto di Claudio.

 

Bibliografia

Manucci V. (a cura di), 1996 - Il Parco Archeologico Naturalistico del Porto di Traiano; Ministero per i Beni Culturali Ambientali, Soprintendenza Archeologica di Ostia

Testaguzza O. (1970) - Portus, Illustrazione dei Porti di Claudio e Traiano e della Città di Porto a Fiumicino; Julia Editrice, Roma.

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